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Cos’è la rottamazione delle cartelle esattoriali

E’ ufficialmente diventato legge il condono concesso da Equitalia per la rottamazione delle cartelle esattoriali emesse dal 2000 al 2016, con il quale viene concesso di pagare i debiti maturati con una sanatoria sugli interessi e sulle sanzioni.

Tale condono è stato introdotto con il decreto fiscale 193/2016 collegato alla Legge di Bilancio, convertito definitivamente in legge dal Senato il 24 novembre 2016.

La sanatoria introdotta dalla legge di Stabilità 2013 è applicabile alle cartelle esattoriali di importo comprendente la quota capitale, la quota interessi per ritardata iscrizione al ruolo e le sanzioni, che fanno riferimento ai ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999, con la previsione dell’annullamento automatico trascorsi 6 mesi dall’entrata in vigore della norma.
Equitalia dovrà inviare ai contribuenti un’informativa nella quale dovranno comunicati gli eventuali carichi affidati all’ente di riscossione entro il 31 dicembre del 2016, ma non ancora notificati allo stesso contribuente.
La domanda di accesso agli sconti sulle sanzioni e sugli interessi potrà essere presentata dal contribuente entro il 31 marzo 2017, data oltre la quale non sarà più possibile accedere alla rottamazione delle cartelle Equitalia.

La domanda potrà essere presentata presso gli sportelli dell’Ente o tramite Posta Elettronica Certificata. Una volta presentata la domanda, si dovrà attendere a risposta di Equitalia, che dovrebbe arrivare entro 180 giorni, per capire se la domanda è stata accolta.

Come rottamare cartelle Equitalia

Nella domanda per beneficiare del condono di Equitalia, nuova Agenzia delle Entrate e di Riscossione, sarà necessario indicare gli altri eventuali contenziosi in corso, con l’impegno a rinunciarvi.

Equitalia provvederà a comunicare al contribuente quanto dovuto e le eventuali scadenze, nel caso in cui il versamento debba avvenire a rate.

Il contribuente infatti potrà scegliere di pagare o in un’unica soluzione oppure in cinque rate, secondo le modalità e i tempi previsti dall’apposita tabella del modello DA1, ossia l’apposito modello di adesione da compilare per presentare la domanda, usufruendo in entrambi i casi di sconti totali su sanzioni e interessi.

Il pagamento potrà avvenire in tre modalità: attraverso i bollettini precompilati allegati alla risposta fornita da Equitalia, attraverso la domiciliazione bancaria presso il conto corrente del contribuente, oppure direttamente presso gli sportelli Equitalia.

Si possono sanare debiti derivanti da multe per infrazioni al codice della strada, per canone di abbonamento televisivo Rai, relativi all’Irpef, all’Iva, all’Irap e ai contributi Inps.

Non può essere chiesto il condono invece per le multe comunitarie, ossia quelle in ambito Ue, per le sentenze di condanna della Corte dei Conti e per la sanzioni comminate in seguito a procedimenti penali.

Chi può richiedere la rottamazione

Potranno richiedere il pagamento agevolato tutti i contribuenti che hanno ricevuto cartelle esattoriali nel periodo compreso fra il 2000 e il 2016 emesse non soltanto da Equitalia, ma anche dai comuni che hanno scelto di accodarsi.

A tali contribuenti viene data la possibilità di saldare i loro debiti versando soltanto la quota dovuta maggiorata dell’aggio per la riscossione e le spese di notifica.

Lo scontro in alcuni casi può raggiungere anche il 30-40% dell’importo notificato. Un altro vantaggio derivante della rottamazione delle cartelle è la possibilità di rateizzare l’importo da versare in 5 rate, 3 delle quali devono essere versate entro il mese di dicembre del 2017 e le rimanenti entro il mese di settembre del 2018.

E’ fondamentale la puntualità nei pagamenti, in quanto lo slittamento di anche una sola delle rate farà decadere il beneficio, senza possibilità di ravvedimento.

Non a tutti i contribuenti però conviene rottamare cartelle Equitalia e chiedere dunque la sanatoria, ad esempio per quei contribuenti che hanno accumulato cartelle esattoriali di importi molto elevati e che in una situazione di scarsa liquidità aderendovi dovrebbero versare la maggior parte del debito contratto entro pochi mesi.

La strada migliore e più conveniente potrebbe essere quella della rateizzazione del debito, alla quale è ancora possibile aderire, e che pur comportando la rinuncia alla sanatoria di interessi e sanzioni, permette di saldare il debito in 72 rate, con la possibilità di slittare fino a 5 rate prima di veder decadere il beneficio.

Per aderire alla sanatoria il contribuente dovrà dichiarare di rinunciare agli eventuali procedimenti aperti davanti alle commissioni tributarie.

I soggetti beneficiari della rottamazione delle cartelle Equitalia con sconti sanzioni e interessi sono i contribuenti i cui ruoli sono stati iscritti nel periodo compreso tra il 3 gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2016;
debitori che abbiano chiesto una dilazione di pagamento a condizione che abbiano versato le rate dovute dal 1° ottobre 2016 al 31 dicembre 2016;
debitori decaduti dalla rateazione prima del 1° ottobre 2016.

Sono esclusi, invece, i debitori che concluderanno il pagamento dei propri debiti con Equitalia entro il prossimo 31 dicembre 2016.

I contribuenti che in parte hanno pagato il debito della cartella, probabilmente attraverso il meccanismo della rateizzazione, potranno comunque aderire al pagamento agevolato attraverso la sanatoria, pagando in tal caso l’importo del debito residuo sul capitale da pagare.

Tuttavia gli interessi e le sanzioni già pagati non potranno essere recuperati. Con l’adesione alla definizione agevolata, la rateizzazione precedente si blocca automaticamente con le rate concordate a partire dal primo pagamento nel regime di sanatoria.

Equitalia quali cartelle si possono rottamare

Si può chiedere la rottamazione di tutte le cartelle relative a ruoli iscritti a partire dal 2000 fino alle cartelle equitalia 2016. Rientrano nella rottamazione dunque i ruoli la cui consegna si intende effettuata il 10 gennaio 2017 nel presupposto che gli stessi sono stati trasmessi al CNC entro il 31 dicembre 2016.

Anche in passato era prevista una similare procedura di rottamazione delle cartelle esattoriali, ma con delle differenze profonde. La nuova rottamazione si differenzia da quelle precedenti in quanto, per la prima volta nella storia del fisco, prevede l’esclusione anche delle sanzioni, oltre che dei soli interessi di mora.

Questo significativo e sostanzioso beneficio fiscale ha indubbiamente condizionato il legislatore a disciplinare le conseguenze processuali, comportando la richiesta al debitore dell’impegno alla rinuncia alle controversie pendenti nell’ambito del giudizio tributario, pur non essendo una scelta immutabile.

In ogni caso, nella domanda il debitore dovrà assumere il semplice impegno a rinunciare alla causa tributaria, senza però esserne vincolato, in quanto egli potrà sempre venir meno a tale impegno, prima della pronuncia del giudice, se si rende conto che la rottamazione non è per lui conveniente, soprattutto dal punto di vista processuale, finanziario e economico.
Dunque, a differenza del passato, la rottamazione ha maggiori vantaggi e va molto più indietro nel tempo, ad esempio a differenza della rottamazione del 2013, ora si possono rottamare cartelle equitalia 2012.

Hai delle cartelle Equitalia che non hai sanato?

Bene, hai ancora tempo per chiedere la rottamazione e la definizione agevolata.

Le domande ricevute dall’Agenzia delle Entrate sono state poche fino al 31 dicembre 2016, ma sono più che raddoppiate nel mese di gennaio 2017, raggiungendo addirittura una media di 4750 richieste al giorno.

La classifica delle regioni vede al primo posto il Lazio, capeggiata dalla Provincia di Roma. La maggioranza delle richieste di definizione agevolata riguarda debiti verso l’Agenzia delle Entrate, mentre minore è la richiesta per i debiti con l’Inps.

Dunque la rottamazione delle cartelle può rappresentare un beneficio, ma è necessario valutare ogni singolo caso. Hai ancora tempo!

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